La leva finanziaria è spesso vista con timore e demonizzata, soprattutto dai trader e dagli investitori alle prime armi che tendono ad evitarla o a impiegarla senza pianificazione, rischiando grosso. Tuttavia, chi ha maggiore esperienza sa bene quanto sia utile e che l’importante è la conoscenza che c’è dietro. In questo approfondimento scopriremo come funziona la leva finanziaria, quando è il caso di sfruttarla e riabiliteremo il suo nome, poiché non è pericolosa a priori, anzi: talvolta fa la differenza in senso positivo. Tuttavia, metteremo anche in guardia dai rischi derivanti dal suo utilizzo, perché non mancano delle criticità da tenere presenti. La leva finanziaria è uno strumento avanzato e non dovrebbe essere considerato da chi ha poca esperienza sulle spalle. Perciò, se sei alle prime armi, leggi pure quanto segue, fanne tesoro e prenditi il tempo necessario prima di impiegarla. Le considerazioni che faremo saranno valide per svariati mercati, dalle criptovalute ad altri strumenti finanziari come i derivati e il Forex. Senza ulteriori indugi, vediamo cos’è esattamente la leva finanziaria e come funziona.
Come opera la leva finanziaria
Vediamo con maggior precisione come funziona la leva finanziaria.
Poniamo di avere 100€ da investire in trading su un determinato asset. Potremmo muoverci in due modi:
- Operare con questa somma.
- Utilizzare una leva per ottimizzare il potenziale guadagno.
Nel primo caso, per quanto possiamo essere bravi e capaci di analizzare il mercato, il ritorno sarà sempre modesto: un 20% (performance decisamente positiva) ci farà intascare solo 20€. Tralasciando poi le eventuali commissioni che porterebbero a una cifra minore nelle nostre tasche.
Se ben impiegata, la leva può darci una grossa mano.
In questo scenario, potremmo investire i nostri 100€ e sfruttare una leva 10x (o 10:1 se si vuole essere più tecnici). Così facendo, la posizione che andremo ad aprire sarà di ben 1000€, a fronte di un esborso di soli 100 (il 10% del totale). La somma “messa in gioco” da noi prende il nome di margine.
In caso di esito positivo, ipotizziamo sempre il 20%, il guadagno corrisponderà a ben 200€. In realtà, grazie alla leva, questa percentuale corrisponderà al 100% del nostro margine.
Ricapitolando:
- Nel primo caso, la crescita del 20% dell’asset porta a un guadagno del 20% del nostro capitale.
- Nel secondo caso, la stessa performance dell’asset porta a un guadagno del 20% sull’intera posizione (1000€ + 20% = 1200€). Per cui, nelle nostre tasche finiranno ben 200€, esattamente il doppio del margine impiegato.
Perciò, la leva è un ottimo strumento per amplificare le entrate, purché sia ben pianificata. Rappresenta la soluzione ideale per chi non dispone di molti fondi perché consente di massimizzare i guadagni.
Ovviamente c’è anche il rovescio della medaglia. L’avevamo anticipato: la leva finanziaria funziona sia nel bene che nel male. Come amplifica le entrate, la leva può al tempo stesso moltiplicare le perdite.
Ebbene sì: essendo posizionati con un capitale che sfrutta il leveraggio, è sufficiente una piccola oscillazione per bruciare tutto il nostro margine. Ovviamente, all’aumentare dell’aggressività della leva diventa superiore il rischio: una leva 2x è decisamente più morbida di una 10x.
Con un margine di 100€ e una posizione aperta di 1000 (leva 10x) basta un -10% dell’asset per mandare in fumo il nostro capitale. Un evento di tale portata non è poi così raro nel mondo delle criptovalute. In prossimità di punto scatta la liquidazione: il broker che ci ha fornito il prestito si tutela e chiude l’operazione, così da ripararsi dal rischio di insolvenza. Questa situazione è sempre da evitare: la liquidazione comporta infatti dei costi extra abbastanza consistenti.
Perciò, massima attenzione e mai considerare solo quanto c’è di positivo. Al contrario, dovremmo innanzitutto ragionare sui rischi e solo dopo concentrarci sulle opportunità.
Pro e contro della leva finanziaria
Passiamo alla disamina dei principali pro e contro relativi alla leva finanziaria.
Tra i vantaggi, impossibile non menzionare la superiore disponibilità di capitale. La leva ci permette di muovere cifre consistenti a fronte di un piccolo margine da noi fornito, beneficiando di potenziali guadagni più elevati.
Al tempo stesso, questo strumento consente ai piccoli investitori di operare su asset altrimenti inaccessibili. Questo perché in alcuni casi sono previste cifre minime per aprire posizioni: senza grossi capitali di partenza, la leva è l’unica soluzione. Di fatto, essa spalanca le porte dei mercati più elitari.
Inevitabilmente, disporre di fondi maggiori porta a guadagni altrettanto superiori. Come visto brevemente nel paragrafo precedente, gli introiti possono essere decisamente invitanti.
Una posizione in leva ben pianificata può rappresentare un valido strumento anche sui mercati a bassa volatilità, dove le variazioni percentuali si muovono molto più lentamente. Un conto è portare a casa l’1% su 100€, un altro conto è farlo su 1000 o 10000. Certo, se poi si hanno a disposizione fondi importanti la leva passa in secondo piano.
Da non dimenticare il valore di questo strumento in operazioni di copertura (hedging): l’operatività in margine è un’ottima soluzione per ripararci dagli scossoni del mercato. Il famoso short di copertura su bitcoin ne è un esempio.
Più in generale, la leva finanziaria ha il vantaggio di essere un attrezzo molto utile nella “cassetta dei ferri” del trader esperto e attento. Impiegata dove serve, essa contribuisce a costruire investimenti profittevoli nel tempo.
Passiamo però ai contro. Abbiamo detto che i punti positivi vanno misurati assieme a quelli negativi; vediamo quali sono.
Innanzitutto, non ci stancheremo di sottolineare come la leva finanziaria funzioni in entrambe le direzioni. Movimenti contrari alla nostra posizione comportano perdite amplificate. Non limitiamoci a guardare le opportunità ma osserviamo con attenzione anche le criticità.
Inoltre, se la leva è aggressiva o la variazione è marcata, il pericolo di essere liquidati è ben presente.
Il trader non improvvisato è ben consapevole di questo aspetto e si protegge da subito, ad esempio impostando uno stop loss non troppo vicino al prezzo di liquidazione. Insomma, esistono metodi per coprirsi e dormire sonni tranquilli.
Potremmo riassumere gli ultimi due punti in una sola frase: il contro della leva è che richiede esperienza e conoscenza dello strumento stesso. Utilizzarla a caso, senza comprenderne appieno il meccanismo, porta quasi sempre a farsi molto male.