Le azioni di BP (LON:BP) (NYSE:BP) sono salite lunedì dopo che il colosso energetico ha annunciato una significativa scoperta di petrolio e gas al largo delle coste del Brasile, la più grande effettuata dalla società negli ultimi 25 anni. La scoperta è avvenuta nel bacino di Santos, un’area di acque profonde situata nella regione del pre-sale, considerata una delle zone con il maggior potenziale al mondo per riserve di idrocarburi.
Questa scoperta rappresenta la decima effettuata da BP dall’inizio dell’anno, dopo altri successi ottenuti in paesi chiave per l’esplorazione come Trinidad, Egitto e altre aree strategiche. L’azienda britannica mira a incrementare la propria produzione di petrolio e gas, puntando a raggiungere tra i 2,3 e i 2,5 milioni di barili equivalenti di petrolio al giorno entro la fine del decennio. Questo obiettivo si inserisce in un piano più ampio di rafforzamento della presenza globale e di consolidamento della produzione nei segmenti più redditizi.
Nel corso del 2024, la produzione ha raggiunto i 2,4 milioni di barili al giorno, un traguardo importante per BP che conferma il buon andamento operativo dell’anno. Tuttavia, la società ha avvertito che si aspetta un calo della produzione nel 2025, a causa di manutenzioni programmate e di un’attenta riallocazione degli investimenti in alcune aree.
Alle ore 09:47 GMT, il titolo BP registrava un aumento dell’1,6% negli scambi sulla Borsa di Londra. L’annuncio ha innescato un’ondata di ottimismo tra gli investitori, che hanno accolto positivamente sia il valore strategico della scoperta in Brasile sia il messaggio implicito: BP continua a scommettere sul settore energetico tradizionale, in parallelo con i suoi progetti sulla transizione energetica.
Secondo quanto comunicato, le prime analisi effettuate nel sito di perforazione hanno rilevato alti livelli di anidride carbonica. Questo dato ha attirato l’attenzione degli analisti e degli osservatori ambientali, spingendo BP a pianificare ulteriori test di laboratorio per comprendere appieno il potenziale del giacimento e l’impatto ambientale collegato alla sua eventuale produzione su larga scala. L’azienda ha dichiarato l’intenzione di sviluppare un importante polo produttivo nell’area, in linea con il suo rinnovato orientamento verso le fonti fossili in mercati ad alto potenziale.
Questa scoperta avviene in un momento strategico, a ridosso della pubblicazione del rapporto sugli utili del secondo trimestre di BP, prevista per martedì. I mercati attendono con interesse le indicazioni finanziarie che emergeranno, considerando che potrebbero influenzare anche i piani futuri legati alla nuova scoperta.
Nel frattempo, il Financial Times ha riferito lunedì che BP è pronta a fornire nuovi dettagli sul proprio piano di riduzione dei costi da 5 miliardi di dollari, che sarà oggetto di discussione proprio nel report trimestrale. Le pressioni da parte del fondo attivista Elliott Management stanno crescendo, con richieste esplicite affinché l’azienda aumenti ulteriormente gli sforzi di efficientamento.
Secondo il FT, Elliott starebbe spingendo l’amministratore delegato Murray Auchincloss a raddoppiare l’obiettivo di taglio dei costi, aggiungendo altri 5 miliardi di dollari al target già fissato tra 4 e 5 miliardi entro il 2027. Tali risparmi sarebbero calcolati prendendo come base i livelli di spesa del 2023. Il messaggio del fondo è chiaro: ridurre drasticamente le inefficienze e liberare capitale da reinvestire in attività a maggiore rendimento.